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Giovani, nudismo, famiglia e società

Autore: Emanuele Cinell
Pubblicato: 10/01/2014 23:00:00
Categoria: nudismo
Letto: 2074
Rating: 3

Questo articolo, al di là di quello che potrà apparire da alcuni passaggi, parla dei giovani, riferendosi alla fascia d’età che va dai 12 ai 20 anni, e del loro rapporto con la famiglia e la società, ivi comprese tutte quelle attività che fanno parte della quotidianità familiare e sociale.

Nel contempo, però, l’articolo viene a evidenziare anche come, a differenza di quanto alcuni vadano predicando, i temi sociali siano fra loro strettamente connessi: trattarne, affrontarne, risolverne uno quasi sempre vuol dire trattarne, affrontarne e risolverne altri, tanti altri, se non tutti gli altri. Capita che parlando di nudismo ci si senta ribattere, anche dagli stessi nudisti, che quello del nudismo è un tema di pochissima rilevanza rispetto ai tanti altri che preoccupano il mondo odierno. Così ai nudisti che si sforzano di proporre qualcosa a livello sociale viene spesso ribadito che non devono avere speranze, che non devono rompere le scatole, che devono starsene tranquilli. Bene, leggendomi oltre capirete anche quanto questi assunti siano del tutto errati: tutto questo articolo, infatti, che non parla direttamente di nudismo, ma dei giovani, è nato proprio ragionando su alcune tematiche e sulle relative problematiche proprie del mondo nudista.

Punto di partenza della riflessione, che è poi diventata fonte ispiratrice dei contenuti di questo articolo, è stata una domanda nata in altro contesto e non specificatamente finalizzata a parlare di giovani: “Perché pochi sono i giovani che praticano il nudismo?”

Non è che i giovani rifiutino le regole, è che i giovani, giustamente e comprensibilmente, vogliono vivere secondo le loro regole, regole fatte da loro o, comunque, scelte da loro in totale autonomia, regole che, a volte, sono anche ben più rigide e pesanti di quelle che gli adulti e la società vorrebbero loro imporre, ma sono regole loro, scelte da loro e ciò le rende meno invasive, meno pesanti, accettabili e seguibili.

A seguire arrivò larecensione di un film su quello che è la vita dei giovani di oggi: “Spring Breakers. Vi si parla di una vita fatta di trasgressione delle regole in generale, ma non per il semplice piacere di trasgredire, bensì perché i giovani sono oggi, ma in un certo senso lo sono sempre stati, refrattari alle regole, proprio non le concepiscono: non fanno altro che comportarsi e vivere liberamente, pretendendo rispetto per il loro modo di fare. Si certo il film tratta di una parte dei giovani, quella più esplosiva e borderline, ma non è da credersi che anche gli altri, quelli più contenuti, siano molto lontani da tutto ciò.

Non dimentichiamoci che siamo stati proprio noi, noi quarantenni, noi cinquantenni, noi sessantenni, ad insegnare loro il senso della libertà, il diritto alla scelta, il piacere di crearsi la propria vita. Noi, e qui concedetemi, al fine di semplificare il discorso, il plurale generalista (io stesso non ho fatto molte delle cose che andrò ad elencare, ma volente o nolente ne ero coinvolto e in molti casi ne ero invidioso) noi che negli anni sessanta e settanta del secolo scorso scendevamo, ancora studenti, nelle piazze a far sentire la nostra voce; noi che, sempre in quegli anni, rifiutavamo gli abiti ingessati, la cravatta e le lucide scarpe di vernice, simboli del capitalismo e del condizionamento sociale, per sostituirli con i jeans, la maglietta e le scarpe da ginnastica; noi che reclamavamo la libertà sessuale; noi che ci raggruppavamo in comunità di barboni e capelloni, i figli dei fiori, dove la nudità e il sesso sociale non erano considerate azioni reiette.

Allora, tornando alla domanda inziale: “perché pochi giovani praticano il nudismo?” Ora la risposta dovrebbe esservi più immediata, non sarà l'unica ma di certo una delle principali: perché il nudismo spesso, troppo spesso, più che altro per paura di dare una cattiva immagine, ma anche per qualche esigenza reale, viene proposto e venduto condito di tante regole, troppe regole, e, come detto, i giovani le regole non le amano, quantomeno se non sono loro stessi a crearle.

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