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L'ipocrisia

Autore: EmanueleCinelli
Pubblicato: 21/08/2012 08:55:10
Categoria: editoriale
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Proprio non mi riesce di comprendere, giustificare e accettare l’ipocrisia di una società che da anni parla di educazione sessuale ma non l’ha mai attuata; di una società nella quale non è più tabu parlare di sesso anche dettagliatamente ma guai parlare di nudo; di una società per la quale è lecito usare il corpo anche nudo per pubblicizzare qualcosa ma guai a esporlo in modo sano e pulito; di una società per la quale l’esposizione dei genitali e ammissibile per statue, quadri, foto artistiche (ma chi stabilisce quale sia la foto artistica e quale no?), ma non dal vivo (come se ci fosse una particolare differenza, come se la visione del finto non possa dare adito alla stessa identica conoscenza della visione dal vero); di una società dove tutto è lecito quando serve agli organi di potere, ma diventa illecito se serve alla manifestazione dei diritti del popolo e delle persone; di una società in cui contano solo i numeri e la mercificazione; di una società che usa i bambini per difendere ataviche paure e poi si dimentica di loro quando si deve parlare del loro futuro e della loro più sana crescita.

A migliaia girano immagini e foto nelle quali è perfettamente percepibile e comprensibile l’azione sessuale in atto, le si trovano perfino sulle riviste comuni , a volte anche sui quotidiani, vengono utilizzate nei fil, nei telefilm, nelle pubblicità; le vedono tutti, bambini compresi ma guai a mettersi nudi su una spiaggia, financo deserta, guai a cambiarsi senza fruire degli spogliatoi o degli accappatoi, guai a mostrare quegli ultimi pochi centimetri di pelle che di fatto tutti conoscono, molti cercano in ogni modo di mettere in evidenza, la società stessa ne esalta la funzionalità sessuale.

La cosa però che ancor più mi colpisce è che tutto ciò viene più che altro incredibilmente e strenuamente difeso dagli organi che dovrebbero al contrario difendere i diritti delle persone: legislatore e giudici! Il popolo e le sue abitudini sono in continua evoluzione e gli organi d’amministrazione sociale dovrebbero a questi uniformarsi, invece no, imperturbabilmente continuano a seguire l’opinione dei pochi che ottusamente rimangono ancorati a tabù di vecchissimo stampo e che la società stessa ha, seppur non formalmente ma coi fatti, dichiarato atavici abbandonandoli.

Assurdo che nel 2012 si debba ancora essere qui a parlare di nudisti e di tessili, di spiagge nudiste e spiagge tessili, di luoghi nudisti e di luoghi tessili: dovrebbero esserci solo persone, spiagge, luoghi, nella libertà di mettersi nudi o vestiti a proprio piacimento e discrezione, nella libertà di usufruirne nudi o vestiti a proprio sentimento e desiderio. Assurdo che nel 2012, dopo che diversi giudici, preso atto del chiaro e inequivocabile cambiamento del comune senso del pudore, sentenziano giustamente a favore del nudismo, la cassazione debba invece sentenziare contro. Assurdo che nel 2012 le forze dell’ordine, nonostante tutti i problemi seri esistenti, vengano impegnate in una caccia al nudista.
Assurdo, ma i giochi del potere sono tali che ogni comportamento anticonformista è assolutamente da isolare e bloccare: l’anticonformismo è di sua natura un qualcosa che destabilizza il potere, quindi il potere non può ammetterlo.

Assurdo, ma purtroppo viviamo nella società dell’assurdo e chi non vuole ad essa conformarsi è destinato a soccombere!


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