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Ma... gli altri dicono che!

Autore: Emanuele
Pubblicato: 05/05/2013 06:59:39
Categoria: editoriale
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Con riferimento al nudismo, specie quando si parla della necessità di uscire allo scoperto, d rivelarsi come nudisti, l’affermazione tipica che si legge o si sente più o meno gira attorno alla seguente frase: “quando gli amici ne parlano, lo giudicano sempre molto male”. A volte al posto degli amici ci sono i familiari, altre volte i colleghi, altre volte al molto male si sostituisce il ribrezzo, ma alla fine il concetto di fondo rimane sempre lo stesso: “come faccio a rivelare il mio essere nudista in un ambiente che non approva o addirittura condanna il nudismo?”.

Beh, se ragioniamo attentamente sulla cosa possiamo facilmente renderci conto di quanto sia sbagliata la detta conclusione, di quanto sia effimera la preoccupazione che ne deriva.

Partiamo da una semplice domanda: Come volete che ne parlino i vostri interlocutori? Non praticano il nudismo, non lo conoscono proprio per niente, se lo conoscono lo è solo per le fuorvianti ed errate notizie riportate da quei media, la maggioranza, che non si preoccupano di informarsi a dovere prima di parlarne, o, peggio, ne hanno sentito parlare da amici non nudisti che, a loro volta, riportano voci di voci di voci. Come possono parlarne bene? Succede la stessa cosa per tante altre attività, ad esempio per l’arrampicata o la subacquea: “sono dei matti”; “non voglio capirlo che è pericoloso”; “farebbero meglio a starsene a casa a guardare la partita”; “ma con che diritto mettono a repentaglio la propria vita” e via dicendo.

È quantomeno evidente che se celiamo agli interlocutori il nostro essere nudisti, costoro, pensando che anche noi ragioniamo alla loro stessa maniera, si sentiranno autorizzati a ironizzare, già ironizzare, perché se si va a fondo delle cose si scopre che il più delle volte è solo ironia e non vero disprezzo o malo pensiero. Se, al contrario, noi veniamo allo scoperto e manifestiamo il nostro essere nudisti, l’atteggiamento del gruppo cambierà sensibilmente, intanto perché è ben difficile che chi ben ci conosce possa cambiare la sua opinione su di noi solo perché siamo nudisti, potrà sulle prime avere una reazione di disturbo, ma esattamente come l’avrebbe se gli dicessimo che siamo atei o buddisti o altre cose che nella società italiana non sono molto comuni, poi perché si crea una positiva figura di riferimento: se gli amici, conoscenti, famigliari, colleghi hanno di noi una buona impressione, venendo a sapere che siamo nudisti, magari non subito ma è certo che nel giro di poco faranno una considerazione ben precisa “se lui che è una bravissima persona fa nudismo vuol dire che poi ste nudismo non è una cosa così fuori luogo”. A quel punto di sicuro voi potrete portare fra loro la corretta conoscenza del nudismo, ma potrebbe anche succedere che siano loro stessi a richiedervi informazioni corrette, o addirittura di potersi aggregare a voi in occasione di una vostra uscita nudista.

Non ne siete ancora convinti? E allora facciamo altre considerazioni.

Avete mai pensato a come vi comportate voi stessi quando parlate con altri di qualcosa che non approvate o che ritenete inopportuno? Avete mai badato a come reagite quando qualcuno a voi vicino, famigliare, conoscente, amico o collega che sia, vi rivela qualcosa di lui che non avreste mai immaginato?

Ma poi e soprattutto…

Vi siete mai chiesti perché, ad esempio, molti eterosessuali prendono spontaneamente le difese degli omosessuali? Oppure perché, per fare un altro esempio, molti uomini sono pronti a scendere in campo di loro iniziativa per sostenere il rispetto dei diritti delle donne? Perché queste e altre realtà sociali hanno ottenuto l’appoggio spontaneo di chi non appartiene a tali realtà mentre ciò non avviene per il nudismo? Perché non ci sono non nudisti che di loro spontanea volontà prendono le difese del nudismo?

Semplice: gli altri sono usciti allo scoperto, si sono manifestati alla società e hanno evidenziato l’ingiustizia del trattamento a loro riservato, hanno rivendicato i loro diritti, hanno fatto propaganda alla loro esistenza, hanno chiesto l’appoggio degli altri. Non possiamo pretendere che le persone possano mettersi in gioco a difesa del nudismo, se gli stessi nudisti si vergognano o hanno paura di manifestare il loro essere nudisti.

Ecco, invece di badare e dare rilievo solo ed esclusivamente a quei pochi che proprio non vogliono provare a capire e conoscere la realtà del nudismo, provate a dare importanza a quei tanti intorno a voi che sono pronti a mettersi in discussione, di più sono pronti a capire e a difendere, stanno solo aspettando che qualcuno dia loro una motivazione per farlo, che qualcuno glie lo chieda e potete essere voi quel qualcuno.
 
Pensateci!
Credeteci!
Provateci!


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